Il 29 marzo, V domenica di Quaresima, è solo un’altro giorno (il 22esimo, per la precisione) da passare in casa. Immaginiamo allora un’altra Firenze, quella inizio Novecento ma sempre la V domenica di Quaresima.

Durante il periodo precedente la Pasqua avevano luogo a Firenze le prime fiere dell’anno dette “quaresimali”. Erano una vera attrazione a cui partecipavano tutti. Vi erano i “divertimenti” delle giostre , gli spettacoli dei saltimbanchi, i versi e le storie dei poeti. Si potevano comprare le novità dell’anno e mangiare semi di zucca e brigini. Ogni domenica un luogo diverso ed un “tema” diverso.

La Quinta domenica di Quaresima si andava a Porta Romana per la Fiera dei Contratti.

Porta Romana venne fondata nel 1328 ed era la porta che accoglieva chi arrivava da Siena e da ROMA, per questo porta i simboli della Repubblica, primo fra tutti il giglio (fatto da Giovanni Pisano nel 1331). Da qui entrò nel 1515 papa Leone X (al secolo Giovanni de Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico) per ripredersi Firenze ,dopo il breve intervallo della Repubblica del Soderini e anche, nel 1536, il Sacro Romano Imperatore Carlo V per nominare duca di Firenze Alessandro il Moro e concedergli in moglie sua figlia Margherita.

Una curiosità: oltre al grande portone, c’era solo un’apertura a sinistra. Le altre quattro sono state fatte nel 1930 per permettere alle auto di entrare in città. —-

A porta Romana l’ultima domenica di quaresima arrivava molta gente, anche dal contado, sicuramente per divertirsi ma soprattutto per combinare matrimoni.

Meetic o Tinder ancora non c’erano e quindi l’unico sistema era incontrarsi di persona, in una grande piazza. Bisognava anche allora affidarsi ad un mediatore. Era lui infatti che combinava i “contratti” di matrimonio, volgarmente detti “pateracchi”.

Il mediatore presentava la dama al “damo” e i due venivano invitati ad fare una passeggiata verso Poggio Imperiale, un po’ per conoscersi, un po’ per far sì che i parenti potessero studirseli (delle donne si guardava come ancheggiavano, se avevano fianchi larghi e bei seni e degli uomini si doveva giudicare la forza) ed un po’ per permettere a tutti gli altri di spettegolare.

Se tuttto andava bene il compromesso era fatto ed il mediatore veniva pagato: di solito qualche cosa in natura oppure anche una camicia.

 

Firenze e la V domenica di quaresima